Pinacoteca Ambrosiana: la cultura come spazio di pace
Pabla Pastene
22 ott 2025
Intervista ad Antonello Grimaldi
di Pabla Pastene, Direttrice Creativa — Rosato Studio & Agency
Pinacoteca Ambrosiana, Milano.
Introduzione
Nel cuore antico di Milano, la Pinacoteca Ambrosiana è più di un museo: è un’idea di cultura, un gesto di apertura e un invito alla bellezza.Fondata dal cardinale Federico Borromeo come prima biblioteca pubblica d’Europa, l’Ambrosiana ha custodito per secoli lo spirito della città: colta, creativa, spirituale e curiosa.
Oggi, questo luogo sacro dell’arte continua a ispirare ed emozionare, Per Rosato Studio & Agency, la visitadi questo spazio rappresenta un momento di connessione tra arte, moda e design, ma anche tra storia e contemporaneità, tra Milano e il mondo.
Entrare alla Pinacoteca Ambrosiana significa sentire il respiro profondo di Milano: la sua eleganza silenziosa, la sua energia creativa e la sua vocazione a trasformare la bellezza in linguaggio universale.

Il ruolo dell’Ambrosiana nella vita culturale di Milano
Pabla Pastene:
Può spiegare quale ruolo ricopre l’ Ambrosiana nella vita culturale e artistica di Milano?
Antonello Grimaldi:
È importante perché è il museo più antico di Milano, e non è solo un museo, è anche una biblioteca, la prima biblioteca europea aperta al pubblico, ha quindi una tradizione secolare di apertura non solo alla città, ma a tutto il mondo.
Il suo fondatore, il cardinale Federico Borromeo, credeva che la cultura dovesse essere diffusa in tutti i luoghi e con tutti gli strumenti possibili. Così creò questa biblioteca e questa pinacoteca: un vero e proprio concetto di apertura universale.
È importante anche perché , come diceva Leonardo da Vinci,l’Ambrosiana è il vero centro di Milano romana. Visitando la Chiesa Ipogea di San Sepolcro si può camminare sulla pavimentazione del foro romano, laddove il cardo incontra il decumano.
Le parole di Grimaldi rivelano un’eredità viva: l’Ambrosiana non è solo un archivio del sapere, ma una lente con cui osservare Milano come organismo artistico in continua evoluzione.

Milano, una città in dialogo costante con il presente
Pabla Pastene:
Milano è una città moderna, in costante trasformazione e con una vocazione internazionale. In che modo la Pinacoteca Ambrosiana dialoga con questa realtà così dinamica e contemporanea?
Antonello Grimaldi:
In questo momento l’Ambrosiana dialoga con il territorio, partecipando a tutte le manifestazioni milanesi : Design Week, Settimana della Moda, Art Week …
Ma questa è una relazione che si costruisce in maniera naturale.
Pabla Pastene:
Perché dice che è naturale?
Antonello Grimaldi:
Perché c’è uno scambio continuo, essendo comunque un punto di riferimento. Il mio motto è —— preservare per valorizzare, non per conservare.
I musei devono essere luoghi di cultura aperti. Deve venire al museo soprattutto chi ignora, perché è un modo per avvicinarsi al mondo dell’arte e della cultura. Io ritengo che ognuno di noi sia un genio nel suo piccolo.
Questa visione riflette un principio caro anche a Rosato: la cultura come spazio accessibile, emotivo e umano.
Milano si conferma, ancora una volta, come una città che costruisce ponti tra il passato e il futuro.

Il dialogo tra arte, design e moda
Pabla Pastene:
La cultura contemporanea passa anche attraverso il design e la moda, due linguaggi profondamente milanesi. Qual è il rapporto dell’Ambrosiana con queste espressioni creative?
Antonello Grimaldi:
Come luogo di cultura per eccellenza, dobbiamo far sì che anche il design — e Leonardo da Vinci fu un precursore del design moderno con tutto ciò che disegnò — faccia parte di questo dialogo.
Abbiamo ospitato Gaetano Pesce e ogni anno presentiamo qualcosa legato al mondo del design e della moda.
Abbiamo appena ospitato una sfilata di Versace, e vorremmo sempre di più che il mondo della moda fosse un veicolo per avvicinare tutti alla cultura.
Milano non è solo la città del design, della moda o degli affari, ma anche un luogo culturale di primo ordine.
In queste parole si intrecciano perfettamente le anime di Rosato Studio & Agency: arte, moda e comunicazione.
L’Ambrosiana diventa metafora della Milano che amiamo — una città dove il design incontra la storia e la moda dialoga con l’arte.

La cultura come esperienza di pace e conoscenza
Pabla Pastene:
Che cosa troverà un visitatore alla Pinacoteca Ambrosiana che non troverà in nessun altro luogo?
Antonello Grimaldi:
Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci è unico al mondo, ma io ritengo che tutti i luoghi della cultura vadano visitati, perché la cultura è qualcosa di meraviglioso: appaga le menti, è un luogo di meditazione ma anche di dialogo interiore.
Il mio invito è: andare più nei musei e fare meno guerre.
Entrare in un museo significa ritrovare la cultura nel paese dove si è, ma anche in tanti altri paesi insieme in pace.
Noi abbiamo pittori fiamminghi, spagnoli, italiani, francesi,… Questi luoghi devono essere luoghi di pace, ma anche portatori di pace.
Parole che risuonano con la missione di Rosato: diffondere la bellezza come linguaggio di armonia e connessione umana. L’arte, come la comunicazione, è un gesto di pace.
Comunicare per valorizzare
Pabla Pastene:
Lei parla spesso dell’importanza di comunicare la cultura. Cosa intende esattamente?
Antonello Grimaldi:
Quando dico preservare per valorizzare, è fondamentale però comunicare alle persone ciò che di bello si possiede.
Puoi avere tutti i capolavori del mondo, ma se non li comunichi è come non averli.

L’arte come libertà e speranza
Pabla Pastene:
Ha detto che chi entra in un museo deve sentirsi libero di essere se stesso. Cosa significa per lei?
Antonello Grimaldi:
Significa che davanti a un quadro uno può emozionarsi, un altro può dire “non mi piace”: ed è questo il bello della cultura, che ognuno deve provare le proprie emozioni.
Per esempio, a me piace più il vaso di fiori di Brueghel
Bruegel, non perché sia la mia opera preferita, ma perché è espressione di vita e di colori.
Più della Canestra di Caravaggio, che rappresenta la caducità della vita, una sorta di pessimismo.
Io credo invece che la vita e la speranza trionfino sempre.

Conclusione
Alla Pinacoteca Ambrosiana, la bellezza si rivela nella sua forma più pura: come gesto di libertà, di conoscenza e di comunione tra le arti.
Questa conversazione con Antonello Grimaldi è per Rosato Studio & Agency un incontro ispiratore, una conferma che Milano continua a essere la città dove la cultura incontra la modernità, dove l’arte parla la lingua del futuro.
In questo spazio iconico, Rosato riconosce la sua stessa filosofia: custodire, comunicare e celebrare la bellezza — perché la speranza, come l’arte, trionfa sempre.
